TRE PROGETTI IN FORMATO STUDIO IN CO-PROGRAMMAZIONE CON DOMINIO PUBBLICO...
DUO D’EDEN | GROSSE FUGUE
MAGUY MARIN
MM CONTEMPORARY DANCE COMPANY
6 LUGLIO – H 19:45
TEATRO INDIA – ARENA
PRIMA ASSOLUTA
“Due corpi, come nudi, avanzano in scena, si avvinghiano l’uno all’altra e non si lasciano più. Un uomo e una donna si attirano e si aggrappano, congiunti fino a diventare indissolubili. Lei, una liana che si avvolge. Lui che la tiene e sostiene. C’è qualcosa di mitico nella loro danza, in questa fusione totale di due esseri che diventano uno per non separarsi più. Eden è l’amore originale, quello dei tempi dell’innocenza. C’è anche qualcosa di crudo e di primitivo, in questo duo. L’immagine dei rumori delle cascate e di temporali che compongono il suono della danza. Eden è una danza piena di forza e di bellezza, forse a causa di ciò che di naturale si sprigiona dal movimento della purezza e dalla precisione del gesto, dalle figure quasi plastiche, dalla potenza dei corpi. È da lì che sorge l’emozione. Da questa sobrietà si rivela l’essenziale. Se l’amore è una danza, è sicuramente Eden.” Yasmine Tigoe
In Duo d’Eden due danzatori della MMCDC interpretano con stile e padronanza un pezzo di rara bellezza, originale, molto difficile e articolato, creato nel 1986 da Maguy Marin per la sua compagnia. Semplicemente un uomo e una donna, tute color carne che mettono in evidenza la nudità, avvinghiati l’un l’altro per tutta la durata del pezzo. Un Adamo ed Eva immersi in un percorso di sensualità, eros, difesa, attacco, in un mondo non così tranquillo, sicuro e idilliaco. Un brano poetico e intenso.
Coreografia e colonna sonora: Maguy Marin
Coreografia rimontata da: Cathy Polo e Ennio Sammarco
Costumi: Montserrat Casanova
Luci: Alexandre Béneteaud
Maestro ripetitore: Enrico Morelli
Con: Mario Genovese, Fabiana Lonardo
Produzione: MM Contemporary Dance Company
Coproduzione: Fondazione I Teatri di Reggio Emilia
durata 18 min
Quattro donne e un brano musicale straordinario come Die Grosse Fuge: la personale lettura di Maguy Marin dell’opera di Ludwig van Beethoven. Considerata una pietra miliare del rapporto tra musica classica e danza contemporanea, il pezzo si basa su un dialogo costante, intimo, tra danza e musica, in un profondo legame. Realizzata nel 2001 per la C.ie Maguy Marin, viene riproposta nell’interpretazione di quattro danzatrici della MM Contemporary Dance Company. Dall’incontro tra le quattro donne e la musica prende forma una complessità tra la crescente forza vitale dell’essere femminile e lo stato di entusiasmo e disperazione di questa partitura. La danza diventa un’esplosione euforica di energia, dove le quattro interpreti, vestite di rosso, in un’alternanza quasi frenetica, saltano, corrono, si accasciano, si risollevano in un turbine vitale e frenetico. Una metafora della vita che diventa vortice e gara emozionante contro la morte, dove la vertigine della fine stessa ci porta a voler sempre correre all’impazzata senza fiato, a vivere ogni momento come se fosse l’ultimo istante. Un’opera travolgente e commovente, un momento di emozione pura.
Coreografia: Maguy Marin
Coreografia rimontata da: Dorothée Delabie
Musica: Ludwig van Beethoven, Die Grosse Fugue, op.133
Costumi: Chantal Cloupet
Luci: François Renard
Maestro ripetitore: Enrico Morelli
Con: Fabiana Lonardo, Giorgia Raffetto, Alice Ruspaggiari, Diletta Savini
Produzione: MM Contemporary Dance Company
Coproduzione: Reggio Parma Festival, Festival Bolzano Danza/Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, MilanOltre Festival
durata 20 min
Maguy Marin approda nel 1972 al Mudra, scuola e residenza coreografica creata da Maurice Bejart a Bruxelles. Dal 1974 al 1977 è parte de Les ballet du XXe siècle, diretta da Bejart. Nel 1984 fonda la “Compagnie Maguy Marin”. Dopo aver risieduto presso il Centre Chorégraphique National de Créteil, il Centre Chorégraphique National de Rillieux-la-Pape (Lione) e in seguito a Tolosa, nel 2015 si stabilisce con la compagnia a Ramdam, nella regione lionese, luogo dedicato alla creazione artistica, per sviluppare un progetto ambizioso: Ramdam, un centro d’arte. Maguy Marin è la maggior rappresentante della ‘nuova danza francese’ e ha creato tanti spettacoli divenuti celebri, come Babel Babel (1976), Cendrillon (1985), Coups d’état (1988), Made in France (1992), Aujourd’hui peut-être (1996), Quoi qu’il en soit (1999), Pièces détachées (2002), Umwelt (2004), Turba (2007), Salves (2010). Ma è May B, spettacolo ispirato all’universo letterario di Samuel Beckett e creato nel 1981, a essere considerato ancora oggi un vero e proprio capolavoro, che non smette di essere rappresentato nel mondo. Pur firmando tutti gli spettacoli della sua compagnia, la coreografa ha creato opere per grandi compagnie come il Dutch National Ballet, Nederlands Dans Theater 3, Opera di Parigi, Opera di Lione. Oltre alle onoreficenze ricevute in Francia – nel 1998 è stata nominata Cavaliere dell’Ordine delle Arti e della Letteratura -, è una delle poche non statunitensi ad aver ricevuto l’American Dance Festival Award nel 2003 e nel 2008 il Bessie Award a New York per Unwelt. Nel 2016 riceve il Leone d’Oro alla carriera alla Biennale Danza di Venezia. Nel suo complesso, la produzione creativa di Maguy Marin potrebbe essere raccolta sotto il titolo “la condizione umana”: da May B alle opere più recenti, ha dato vita a personaggi che mettono in risalto l’anima grottesca, intrinsecamente legata all’essenza, del genere umano. Il risultato è potente, ironico, ma anche feroce.
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